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Storia del gioiello: da Roma al Medioevo

In questa seconda parte del percorso dedicato alla storia del gioiello, ripartiamo dall’età romana e arriviamo fino al Medioevo.

È un passaggio lungo e affascinante, in cui il gioiello non è soltanto ornamento, ma diventa segno di potere, devozione, appartenenza, abilità tecnica e trasformazione culturale.

Storia del gioiello da Roma al Medioevo e botteghe orafe
La storia del gioiello attraversa epoche, tecniche e simboli diversi, fino alla grande stagione delle botteghe orafe.

La storia del gioiello dopo l’età romana

Nel corso dell’età imperiale romana l’arte orafa si afferma con lavorazioni sempre più ricche. Non si parla soltanto di anelli, collane o bracciali, ma anche di tessuti intarsiati con fili d’oro, scarpe decorate con frange auree e cavigliere-gioiello.

Nel III secolo dopo Cristo non era raro trovare preziosi che contenevano monete, trasformate in elementi ornamentali e simbolici. In questo stesso periodo prende sempre più piede una tecnica di grande raffinatezza: l’opus interrasile.

Cos’è l’opus interrasile

Opus interrasile, tecnica orafa romana a traforo su lamina d’oro
L’opus interrasile è una tecnica orafa a traforo che rende la lamina d’oro simile a un merletto.

L’opus interrasile è una tecnica attraverso la quale la lamina d’oro viene lavorata a traforo, fino a ottenere un effetto leggero e raffinato, simile a un merletto.

È una lavorazione che testimonia l’evoluzione tecnica dell’oreficeria antica e la capacità degli artigiani di trasformare il metallo prezioso in superfici complesse, ricche di pieni e vuoti.

In quel periodo molti personaggi venivano ritratti con gioielli elaborati, segno non solo di ricchezza, ma anche di status sociale e appartenenza culturale.

È interessante notare come alcune mode dell’epoca siano tornate ciclicamente nella storia. Le lunghe collane avvolte più volte attorno al corpo, fino a cadere all’altezza dei fianchi, ricordano infatti soluzioni poi riprese anche nel Novecento, in particolare negli anni Venti.

Il periodo barbarico

Corona Ferrea, esempio di oreficeria altomedievale
La Corona Ferrea è uno degli esempi più noti di oreficeria altomedievale.

Nel corso del periodo barbarico l’oreficeria compie un importante salto espressivo. La superficie lascia spazio alla forza della linea, all’incrocio tra arte barbarica, tradizione classica e influenza bizantina.

A testimoniare il rinnovato vigore dell’arte orafa ci sono numerosi reperti: fibule, diademi, croci, elementi decorativi e oggetti preziosi ritrovati in necropoli longobarde e in importanti centri dell’Italia altomedievale.

Croce di Desiderio, opera di oreficeria medievale
La Croce di Desiderio testimonia il valore simbolico e religioso dell’oreficeria medievale.

Lo stile è spesso policromo, con un uso diffuso di pietre levigate e incastonate nell’oro. Goti, Longobardi e Franchi utilizzarono tecniche e soluzioni ornamentali capaci di fondere tradizioni diverse.

Fra le opere più note di questo periodo si possono ricordare:

  • la Corona Ferrea, conservata nella Cappella di Teodolinda del Duomo di Monza;
  • la Croce di Desiderio, legata alla tradizione longobarda e conservata a Brescia;
  • il Trionfo di Re Agilulfo, testimonianza importante dell’arte longobarda.
Trionfo di Re Agilulfo, esempio di arte orafa longobarda
Il Trionfo di Re Agilulfo mostra la forza simbolica e decorativa dell’arte longobarda.

In seguito si diffuse in Europa anche lo stile animalistico, proveniente soprattutto dalle aree scandinave e dal Mare del Nord. Decorazioni con animali stilizzati erano frequenti su armi, armature e oggetti legati alle élite guerriere.

Il gioiello nel Medioevo

Gioiello medievale religioso con funzione simbolica
Nel Medioevo il gioiello assume spesso una forte funzione religiosa e simbolica.

Nel Medioevo ebbero grande importanza i preziosi di tipo religioso. Rosari con grani preziosi, medaglioni, reliquiari e oggetti devozionali divennero simboli di fede, prestigio e benessere.

Il gioiello medievale non era soltanto decorazione. Poteva rappresentare protezione, devozione, potere, appartenenza a una classe sociale o legame con il sacro.

Nel Duecento, secondo la tradizione, Luigi IX di Francia limitò l’uso dei diamanti, riservandoli alla Vergine Maria. Questo racconta bene quanto il gioiello, in epoca medievale, fosse carico di significati morali, religiosi e sociali.

Incastonature e smalti

Durante il Medioevo si svilupparono e perfezionarono anche nuove tecniche di incastonatura e smaltatura.

Particolare importanza ebbero gli smalti champlevé e cloisonné. Nel primo caso il metallo viene scavato per accogliere lo smalto; nel secondo, sottili pareti metalliche creano piccoli alloggi che ospitano i diversi colori.

Queste tecniche permisero di arricchire superfici, simboli religiosi, croci, medaglioni e oggetti preziosi con effetti cromatici di grande forza visiva.

Verso il Rinascimento

Con il Medioevo ci avviciniamo alla vigilia di una grande trasformazione: il Rinascimento.

La bottega orafa diventerà sempre più un luogo di ricerca tecnica, artistica e culturale. Il gioiello inizierà a dialogare con la pittura, la scultura, l’architettura e il nuovo modo di guardare l’uomo e il mondo.

La storia del gioiello continua così il suo percorso: da oggetto simbolico e rituale a opera capace di unire tecnica, bellezza, potere e racconto.

Chi desidera approfondire il rapporto tra tecnica, significato e progettazione può visitare la sezione dedicata ai gioielli personalizzati su misura oppure quella dedicata ai gioielli narrativi.

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Fonti fotografiche indicate nel vecchio articolo: vanillamagazine.it, lamanodileonardo.blogspot.com, turismobrescia.it, britishmuseum.org, Martine Beck Coppola.

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